4. New Media Art

Cap. I. New Media Art
(summary)

Nel corso dell’ultimo decennio, l’espressione New Media Art si è affermata a seguito di una lunga battaglia con definizioni concorrenti. Alcune di queste, come “arte elettronica” o “tecnoarte”, sono state rese obsolete, altre, come “Digital Art” e “Media Art”, sopravvivono ancora come opzioni minoritarie; ma tutte, inclusa quella che è uscita vittoriosa, condividono una medesima ambiguità. Considerata ora un genere, ora un movimento, ora un ghetto, ora una pratica fondata sull’uso di un medium, la New Media Art sembra sfuggire a tutte queste definizioni; manca un accordo sui suoi limiti tecnologici, sui suoi confini mediali, sul suo posizionamento nell’attuale orizzonte culturale. E se alla fine la definizione “fondata sul medium” – quale esso sia – sembra l’unica in grado di resistere a un’analisi approfondita, si rivela non solo fortemente discutibile da un punto di vista teorico (ha ancora senso fondare un’etichetta artistica sull’uso di un determinato linguaggio?), ma anche incapace di spiegare molte delle problematiche che emergono quando si cerca di affrontare, fuori da schemi prestabiliti, la questione della New Media Art. Perché molti artisti rifuggono questo termine? Perché viene completamente ignorato dal dibattito critico sull’arte contemporanea? Perché i grandi classici della ricerca artistica sulle nuove tecnologie sono trascurati dalle numerose storie dell’arte del XX secolo pubblicate a cavallo del millennio? Perché questa ricerca viene tutt’oggi considerata una nicchia marginale, mentre pochi artisti che fanno uso delle nuove tecnologie ma agiscono al di fuori di questa prospettiva ottengono un successo straordinario? Insomma: di cosa parliamo veramente quando parliamo di New Media Art? L’ipotesi che viene proposta, appoggiandosi alla teoria dei “mondi dell’arte” sostenuta da Howard S. Becker (1982), è che il termine identifichi non una pratica, ma una comunità, e più precisamente un mondo dell’arte del tutto autonomo da quello dell’arte contemporanea. Secondo questa tesi, tutte le contraddizioni fra cui si dibatte, oggi, l’arte che si serve delle nuove tecnologie possono essere spiegate con lo sviluppo di questo mondo parallelo, e notando come né questo mondo, né l’idea dell’arte a cui fa riferimento siano più adeguati alla pratica artistica per cui sono nati.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s