Perché la critica d’arte ufficiale stenta a integrare la New Media Art nella sua lettura del Novecento? Perché il mercato dell’arte non riesce ad accogliere software, computer e rete come “media” artistici? Perché molti artisti rifuggono l’etichetta di New Media Art mentre altri vi si rifugiano, esaltando la sua distanza dall’arte contemporanea? Media, New Media, Postmedia è il primo saggio che tenta di dare, a queste domande, una risposta organica, mettendo in discussione la definizione corrente di New Media Art e consentendole finalmente di mostrarsi per ciò che è: una delle migliori incarnazioni dell’arte nell’età dell’informazione.